Questo articolo è sostanzialmente una riflessione sul desiderio di diventare genitore a 20 anni e sulle ragioni che mi hanno spinto verso quella scelta. L’amore per i bambini, il desiderio di esprimere il mio lato infantile e l’istinto protettivo sono solo alcune delle motivazioni che mi hanno attratto verso la genitorialità. Tuttavia, la mia vita ha preso una direzione diversa e ho deciso di concentrarmi sul lavoro, lasciando in sospeso il desiderio di avere figli.
Poi sono diventato un padre in età più avanzata, avendo il primo figlio a 41 anni. Questo è stato un periodo relativamente agevole, con una figlia che si comportava bene, mangiava e dormiva regolarmente. La gestione del tempo sembrava essere sotto controllo, grazie alla collaborazione tra genitori e dei neo-nonni.
Tuttavia, la vera sfida è arrivata con l’arrivo del secondo figlio, un maschietto, quando avevo 44 anni. Questo bambino si è dimostrato più bisognoso di affetto e ha avuto disturbi del sonno che hanno influenzato molto le nostre notti. I primi due anni sono stati caratterizzati da risvegli frequenti, sia a causa dei bisogni fisiologici del bambino che per malattie comuni che si verificano all’asilo. Questo ha messo a dura prova l’energia di me come padre, che mi sono trovato a lottare con le sfide dell’essere un genitore più anziano.
Gioia e complessità di diventare genitori a un’età più avanzata: mentre può essere gratificante e significativo, comporta anche sfide uniche, come la gestione delle energie limitate e la necessità di equilibrare gli impegni professionali e familiari.
Nonostante le difficoltà, credo di affrontare l’annientamento con amore e resilienza, accettando le sfide e godendo delle gioie che la genitorialità mi offre, per quanto limitate in termini di tempo, rispetto alla fatica che il nuovo ruolo comporta.


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