Tesla Model Y dopo quasi 1000 km: pro e contro

8 ott 2026 · @Francesco Scrufari

Mille chilometri sono pochi per un giudizio definitivo, ma bastano per capire se un’auto fa per te. Io ci sono quasi arrivato (il contachilometri segna poco più di 800) con la mia Tesla Model Y Premium Long Range a trazione integrale (la nuova generazione, quella che tutti chiamano Juniper) e la risposta breve è sì: mi diverte e mi convince, con qualche riserva che vale la pena raccontare.

Di elettrico su questo blog ho già scritto, raccontando le ricariche con la Leapmotor B10. Qui faccio lo stesso esercizio: niente scheda tecnica, solo quello che ho visto, toccato e pagato in queste prime settimane. Pro, contro e conti alla mano.

Cosa mi sta piacendo

Si guida con piacere

La prima cosa è la più semplice da dire: è divertente. L’accelerazione è ottima (0-100 km/h in 4,8 secondi) e arriva senza rumore, senza cambi marcia, senza attesa. Non serve correre per goderla, basta un sorpasso. È un’auto che ti fa venire voglia di guidare.

Corsia e cruise adattivo che funzionano

Il mantenimento della corsia e il cruise control adattivo, che regola la velocità sull’auto che precede, lavorano molto bene. È la tecnologia che apprezzi quando smetti di notarla: tiene la distanza, tiene la traiettoria e tu arrivi più riposato. Resta un aiuto: mani e testa restano le mie.

Supercharger: arrivi, attacchi, riparti

L’esperienza ai Supercharger è stata molto positiva. Arrivi, attacchi il cavo e la ricarica parte. Nessuna app da aprire, nessuna tessera, nessun QR code da inquadrare. E il prezzo è più vantaggioso rispetto agli altri operatori.

Consumi

I consumi sono ottimi, soprattutto per un’auto di questa taglia e con due motori. I numeri del primo mese li trovate più sotto.

Spazio, abitabilità e frunk

L’abitabilità è ottima: per una famiglia c’è spazio vero, davanti e dietro. Ottimo anche il frunk, il vano sotto il cofano anteriore: è lo spazio in più che su un’auto termica semplicemente non esiste.

Una nota sugli interni. Lo spazio è tanto ma, così come esce dalla fabbrica, è poco sfruttabile. Con gli organizer aftermarket cambia tutto: ogni vano diventa pratico e lo spazio viene finalmente ottimizzato. È il primo accessorio che consiglierei a chi la ritira.

La Toybox, ovvero il lato giocoso

Poi c’è la Toybox, la raccolta di giochi ed effetti che non serve a niente e proprio per questo fa simpatia. Per non parlare della funzione delle scorregge attivabili da remoto. Un’auto che sa non prendersi troppo sul serio ha già un punto in più.

Cosa mi convince meno

Manca un display davanti agli occhi

Si sente la mancanza di un display dietro il volante, o almeno di un head-up display. Tutto passa dallo schermo centrale, velocità compresa, e per leggerla lo sguardo si sposta di lato. Dopo quasi 1000 km la mancanza la sento ancora.

Grafiche sobrie, forse troppo

Le grafiche sono poco spettacolari rispetto alla concorrenza. Su Mercedes o BMW trovi la schermata che mostra quali ruote stanno facendo trazione, come lavorano le sospensioni, dove si scarica il carico. Qui no. È una scelta di essenzialità coerente con il resto dell’auto, ma da appassionato di tecnologia mi aspettavo un po’ più di spettacolo.

L’app: completa, ma da nerd

L’app sul telefono ha tutto quello che serve. La grafica però è da nerd: funzionale, densa, poco scenografica. Contenuto ricco, vestito sobrio.

Il tetto in vetro, in attesa dell’estate

Il tetto in vetro non ha una tendina. Oggi non è un problema, ma temo che d’estate si farà sentire.

La soluzione esiste, ma si paga a parte. Tesla vende una tendina parasole per il tetto a 105 €: tessuto a rete con cornice flessibile, blocca l’80% della luce, si aggancia con le clip e si ripiega in una custodia. Poi ci sono le alternative aftermarket. Una la proverò di sicuro: vi farò sapere.

Dove sono i chilometri totali?

Piccola cosa, ma indicativa: dall’auto non ho ancora capito dove si leggono i chilometri totali. Alla fine li ho trovati nell’app: in fondo alla schermata principale, ma proprio in fondo, sotto il nome del modello. Ci sono, quindi. Ma se un dato così banale va cercato, vuol dire che non è dove te lo aspetti.

Gli extra che si pagano a parte

Nell’app Tesla c’è una sezione di funzioni acquistabili dopo la consegna. Le riporto con i prezzi che vedo oggi, perché fanno parte del quadro.

ExtraPrezzoCosa aggiunge
Premium Connectivity9,99 € al meseTraffico in tempo reale, mappe satellitari, streaming audio e video, caraoke e browser senza bisogno del Wi-Fi
Accelerazione Boost990 €0-100 km/h da 4,8 a 4,3 secondi
Tesla Assisted Driving Basic99 € al meseAutosterzatura, cambio di corsia, Navigare con Autosterzatura, Summon, Autopark, controllo di semafori e stop

Con la connettività di serie il navigatore c’è comunque, mentre streaming e browser funzionano solo sotto Wi-Fi. Il pacchetto Assisted Driving, nell’app, risulta non ancora disponibile: dipende dallo sviluppo e dall’approvazione delle autorità. Intanto il mantenimento di corsia e il cruise adattivo di cui ho parlato sopra sono già a bordo.

Il prezzo di listino, insomma, non è l’ultima cifra da guardare.

I conti della ricarica

Negli ultimi 31 giorni ho speso 44 € di ricarica, contro i 140 € che l’app stima per la stessa strada a benzina. Questi sono i numeri che mi mostra l’app Tesla.

VoceValore
Energia caricata154 kWh
Spesa totale44 €
Chilometri aggiunti (stima dell’app)703 km
Equivalente a benzina (stima dell’app)140 €
Risparmio stimato96 €

Dove ho caricato: a casa 107 kWh (70%), ai Supercharger 8 kWh (5%), in altre postazioni 38 kWh (25%).

Tradotto: circa 0,29 € per kWh di media e poco più di 6 € ogni 100 km, contro i quasi 20 € della stima a benzina. Il 70% dell’energia arriva dalla presa di casa, ed è lì che si fa la differenza. L’elettrico conviene davvero quando puoi caricare dove dormi.

Una precisazione: sono stime dell’app, calcolate sui chilometri aggiunti in ricarica e non su quelli del contachilometri.

Il bilancio dopo quasi 1000 km

Promossa. I pro riguardano la sostanza: come si guida, quanto consuma, quanto spazio offre, quanto è semplice ricaricarla. I contro riguardano la forma: un display che manca, grafiche sobrie, qualche informazione nascosta, un tetto senza tendina.

Se devo scegliere dove un’auto può permettersi di essere imperfetta, scelgo la forma. È un’auto che toglie invece di aggiungere, e quasi sempre ci guadagna. Quasi.

Ci risentiamo più avanti: con l’inverno vedremo i consumi al freddo, con l’estate il tetto in vetro.

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