Portare i cani in ufficio è una scelta sempre più diffusa nelle aziende moderne, soprattutto in quelle realtà che mettono al centro il benessere delle persone e la qualità della vita durante il lavoro. Diversi studi confermano che la presenza dei cani contribuisce a ridurre lo stress, migliorare l’umore e favorire relazioni più positive tra colleghi. Tuttavia, introdurre gli animali in un ambiente professionale richiede equilibrio, sicurezza e regole chiare.
Circa quindici anni fa (quando portai a casa Rum), quando il numero dei dipendenti della mia azienda iniziò a crescere, presi la decisione di aprire le porte anche ai loro compagni a quattro zampe. Era un gesto di attenzione verso i colleghi che avrebbero evitato di lasciare il cane da solo per molte ore, ma anche un modo per rendere l’ambiente più accogliente e umano. In quel periodo, grazie al diploma di educatore ENPA e all’abilitazione come addestratore ANPS per la protezione civile, ebbi gli strumenti giusti per creare un regolamento solido, pratico e rispettoso di tutti.
Di seguito condivido il regolamento ufficiale che ho scritto ( nella versione 1.1) che può essere utilizzato come base da chi desidera rendere il proprio ufficio pet-friendly senza perdere ordine, serenità e produttività.
CANI IN UFFICIO – REGOLAMENTO
La possibilità di portare in ufficio il proprio animale domestico è una concessione aziendale, non un diritto. Per funzionare, richiede una convivenza equilibrata e il rispetto delle esigenze di tutti. Le seguenti regole costituiscono le linee guida fondamentali:
• Il cane può essere portato in ufficio solo previa autorizzazione del responsabile della sede.
• Il cane deve essere controllabile dal proprietario. L’ideale è il superamento dell’esame ENCI CAE-1 o un equivalente che certifichi l’affidabilità del comportamento.
• È consentito un massimo di 2 cani per area, intendendo per area gli spazi di lavoro aperti e comunicanti. Il responsabile della sede può modificare questo limite in base alla situazione.
• Il cane deve essere in regola con tutte le vaccinazioni obbligatorie, incluse quelle antirabbiche. Va consegnata una fotocopia del libretto sanitario aggiornato.
• Il cane deve essere identificato tramite microchip. Anche in questo caso, va consegnata una fotocopia del libretto con il relativo codice.
• Il proprietario deve essere munito di polizza assicurativa che copra eventuali danni a terzi. È necessario fornire la fotocopia della polizza e dei successivi rinnovi.
• L’ufficio rimane un ambiente di lavoro: il cane non deve disturbare le attività proprie o dei colleghi, ad esempio abbaiando o cercando continuamente interazione.
• Non sono ammessi comportamenti aggressivi, né verso le persone né verso altri cani presenti.
• Il cane deve essere mantenuto in buone condizioni igieniche, evitando cattivi odori o mancanza di cura.
• La zona “cuccia” o tappetino deve essere pulita regolarmente dal proprietario.
• In caso di bisogni o sporcizia, il proprietario è sempre tenuto a provvedere immediatamente alla pulizia, con particolare attenzione nei giorni di pioggia o neve.
Il mancato rispetto del regolamento comporta la revoca dell’autorizzazione, temporanea o permanente, a discrezione del responsabile della sede.
Un cambiamento che può portare valore
Promuovere un ambiente pet-friendly richiede attenzione, ma con poche regole chiare si possono ottenere grandi benefici. La presenza dei cani porta calore, complicità e un po’ di quella spontaneità che spesso nel mondo del lavoro si perde. Per molti colleghi, poter lavorare accanto al proprio cane significa ridurre lo stress e migliorare la concentrazione; per l’azienda, significa costruire un clima più sereno e inclusivo. A volte, basta questa piccola apertura per trasformare un ufficio in un posto in cui si lavora meglio e ci si sente più umani.


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