E’ passato poco più di un anno da quando Rum, il mio adorato compagno a quattro zampe, non c’è più. Il suo ricordo è ancora vivissimo, non solo per il legame di affezione che ci univa, ma perché è stato un vero pilastro degli ultimi dodici anni della mia vita. Dodici anni in cui sono cambiate molte cose, e lui è stato una costante, un centro di gravità attorno al quale tutto sembrava trovare equilibrio.
Quando l’ho preso, la mia vita era diversa. Ero un uomo senza particolari impegni personali, completamente dedito alla mia azienda. Rum è stato il catalizzatore di un cambiamento profondo. Con lui, ho sviluppato un senso di paternità che non avevo mai conosciuto prima. Tornare a casa la sera non era più un’opzione, ma una necessità. C’era qualcuno che dipendeva da me, qualcuno che mi amava con un’intensità pura, senza condizioni, come se fossi l’unico essere importante al mondo.
Grazie a lui, ho iniziato a vivere il mondo cinofilo con passione. Ho frequentato persone nuove, ho partecipato a corsi professionalizzanti sull’educazione cinofila e l’addestramento. Insieme, abbiamo esplorato discipline come la ricerca in superficie con la protezione civile. Rum mi ha insegnato tanto, non solo come proprietario di un cane, ma come persona.
Rum è stato anche, in un certo senso, il mio migliore amico immaginario. In lui probabilmente ho proiettato capacità di ragionamento che andavano oltre le sue possibilità, ma che venivano sicuramente compensate dal senso di affetto e dal legame reciproco che avevamo. Era come se capisse ogni mio pensiero, ogni mia emozione, offrendomi un conforto e una comprensione che andavano oltre le parole.
A casa o in ufficio, Rum era una presenza costante e rassicurante. Ricordo come appoggiava il suo muso sui miei piedi mentre lavoravo, una semplice ma potente dimostrazione di affetto. Era un cane tranquillo e rilassato negli ambienti chiusi, ma diventava un esplosione di gioia e vitalità durante le passeggiate all’aperto. Era buffo e serio allo stesso tempo, un equilibrio perfetto che solo lui sapeva incarnare.
La sua assenza ha creato un vuoto difficile da colmare. Mi manca il suo essere un punto di riferimento, quella presenza che mi faceva sentire solido anche quando la vita diventava complicata. Il lavoro, l’amore, i figli: ogni aspetto della mia esistenza ha i suoi alti e bassi, ma Rum era sempre lì, una fortezza che mi dava forza e serenità. Mi manca la sua tranquillità, il suo modo di farmi sentire che tutto andava bene, anche nei momenti più difficili.
Nonostante il dolore, so che Rum ha avuto una vita splendida. Ha ricevuto amore, attenzioni e ha vissuto esperienze ricche di significato. Questo pensiero mi consola, ma non attenua il senso di perdita. La fortezza che avevamo costruito insieme non c’è più, e mi sento come se qualcosa di fondamentale si fosse spostato nel mio universo.
Rum non è stato solo un cane; è stato un compagno, un maestro e un rifugio. Il suo ricordo continuerà a vivere in me, come una stella guida che mi ricorda l’importanza dell’amore incondizionato e della connessione profonda. Grazie, Rum, per tutto quello che mi hai dato. Mi manchi, ma sarai sempre con me, nel cuore e nei pensieri.


Lascia un commento